CI SIAMO

Prima manifestazione nella storia della destra

italiana fatta senza affiggere un solo manifesto

CI SIAMO

Oggi al Quirino verrà scritta una nuova pagina politica, per Roma e anche per l'Italia

Sono ore concitate quelle che precedono la manifestazione del teatro Quirino dal quale verrà lanciata – in modo irreversibile – la candidatura di Francesco Storace a sindaco di Roma.

Chi ancora nei giorni scorsi faceva circolare voci ambigue circa la nostra reale discesa in campo e la possibilità di un ritiro all'ultimo momento in cambio di chissà quale contropartita, ha fatto male i suoi conti ed evidentemente non riesce a farsene una ragione, non ci sono solo mercenari.

Evidentemente sono abituati ad altri metodi; non basta un anziano signore plurimiliardario e dai modi apparentemente leali per farsi fregare, o più semplicemente stare ai suoi ordini pur di stare al tavolo imbandito.

No, su Roma si gioca una partita che innanzitutto è di dignità.

Non tutti sono disposti a farsi imporre da due, tre signori e signorine i loro voleri.

Non tutti sono disposti a metterci la propria faccia per sostenere un uomo-molto simile al monarca brianzolo-imputato per corruzione, distante anni luce dalla triste realtà di periferia e lontanissimo dal pensiero degli uomini di destra, che voterebbe per Giachetti e che ha lavorato a lungo con Rutelli.

No, la Destra che vogliamo rimettere in campo è quella interpretata da Storace, e che in questa avventura ha il sostegno popolare delle periferie, delle categorie produttive, del mondo delle professioni.

Intorno a noi sono nati tanti comitati a sostegno di Storace sindaco, abbiamo già superato quota cento, e che stamane riempiranno il Quirino, così come lo faranno tantissimi cittadini che pure sono di destra ma ai quali negli ultimi mesi qualcuno pensava di  impedire loro di continuare a fare politica.

Ci saranno esponenti, oggi sparsi in varie sigle-a partire da quelli di Azione nazionale- ma soprattutto categorie.

Alla manifestazione porteranno il loro saluto rappresentanti dei Vigili Urbani, esponenti del cosiddetto "concorsone bloccato" del comune di Roma, degli ambulanti, dell'Associazione Casa Dago che si occupa della riabilitazione per post comatosi, insomma pezzi veri di una città che merita di più.

Poi la politica, anche quella nazionale, a tal proposito speriamo che alle sei del mattino, quando il quotidiano sarà on line, avremo risolto il problema della diretta streaming della manifestazione che potrà essere seguita cliccando su www.ilgiornaleditalia.org

Già, la politica nazionale; sogniamo, e Storace a tal proposito comunicherà delle novità significative, una destra nuova e libera, fiera e non più abbagliata da Berlusconi, una destra sociale e popolare collocata in un centrodestra nuovo e che inevitabilmente nascerà dopo la catastrofe di queste amministrative.

Catastrofe che non abbiamo ne' auspicato ne' provocato: hanno (Silvio e Giorgia) fatto tutto da soli.

L'altro Matteo è ancora in tempo per salvarsi, ma vedremo…

Intanto noi dobbiamo pensare ai tanti elettori che non si sentono rappresentati da quelli di Palazzo Grazioli, riporteremo, dopo anni di astensionismo, tanti di loro di nuovo alle urne, vogliamo dargli una nuova speranza, una bandiera per cui lottare e una casa dove potersi riunire senza il timore che qualcuno ti cacci.

Vogliamo farlo con la forza della gente e con la sobrietà che deve caratterizzare quest'epoca così triste, povera, delusa.

Anche il fatto di aver promosso questa manifestazione senza affiggere un solo manifesto deve essere salutato come un nuovo inizio; ci fa schifo la politica finta, le foto ritoccate, gli spot ingannevoli, gli incantatori di serpenti, gli onesti a fasi alterne…

Dal Quirino nasce la nuova destra.

roberto buonasorte

…CAMBIAMENTO

Suicidio politico di Giorgia Meloni con la

scelta di appoggiare Guido Bertolaso

...CAMBIAMENTO

Nel 2013 invocavano primarie con tanto di campagna al grido 'senza paura!'

di Roberto Buonasorte

Scherzano con il fuoco, pensano che il popolo sia lo stesso di vent'anni fa quando bastava una parola di Silvio Berlusconi e si portava a casa la vittoria facile.

Invece no, innanzitutto perché il sistema non è quello bipolare di un tempo e dunque la minaccia di far fuori il terzo incomodo con il richiamo al voto utile non regge più: pistole ad acqua caro Silvio, le munizioni vere-che poi erano rappresentate da milioni di elettori al seguito-sono finite, svanite, polverizzate.

A Roma ad esempio, potrebbe accadere ciò che già si è verificato a Napoli quando De Magistris, in solitaria, è riuscito ad andare al ballottaggio e poi stravincere la battaglia finale.

Eppure l'occasione era ghiotta; tra le macerie lasciate da Ignazio Marino e tutti i sondaggi che sono univoci nell'indicare al primo posto Francesco Storace, al secondo Alfio Marchini e solo al terzo Guido Bertolaso, un appassionante coinvolgimento popolare attraverso elezioni primarie, avrebbe provocato quella scintilla che probabilmente avrebbe portato ad una grande vittoria il centrodestra a Roma.

Invece no, dei tre si è scelto (anzi, ha scelto) il terzo.

Sempre lui, il responsabile della perdita di milioni di voti, e gli altri due, Matteo e Giorgia, incredibilmente obbedienti.

A dire il vero Salvini almeno una sua strategia in testa ce l'ha, infatti in modo cinico non ha battuto ciglio sull'imposizione di Bertolaso, in questo modo potrà scaricare tutte le colpe della sconfitta su Berlusconi ed essendo di gran lunga, la Lega, il primo partito della coalizione, dal giorno dopo potrà scalare definitivamente la leadership.

Quanto alla Meloni invece, anche leggendo la rivolta dei suoi che sta invadendo la rete, l'aver bruciato in ventiquattr'ore prima Rita Dalla Chiesa e poi Rampelli, per obbedire all'ordine imposto da Arcore, fa davvero rabbia, anzi si prova più rassegnazione che rabbia.

Ricambio generazionale, onestà e scelte dal basso con le primarie, erano le parole d'ordine di un movimento, che pur essendo nato con una scissione di palazzo concordata (e finanziata) con il monarca brianzolo, sembravano essere davvero i cardini su cui fondare un modo nuovo di fare politica.

Invece no, la leader-lasciando incredula una base in fondo fatta da bravi ragazzi-ha ceduto senza neppure opporre un minimo di resistenza, e a proposito dei tre punti di cui sopra, il primo, il rinnovamento, dovrebbe essere incarnato da un signore che gira da vent'anni tra Rutelli, Prodi e Letta.

Quanto ad onestà basta digitare il nome del loro candidato sulla rete e vedrete cosa esce fuori, accuse da cui speriamo Bertolaso ne esca pulito. 

Unico cambiamento dunque è che ieri erano con Alemanno oggi con Bertolaso.

Sulle primarie, siamo alla farsa.

Nel 2013 le invocavano con tanto di campagna al grido "senza paura!" poi in realtà siccome la paura era rappresentata dal rischio di non superare lo sbarramento elettorale,  hanno optato per la ritirata spagnola.

E siccome per quanto ci riguarda non dobbiamo dire grazie a nessuno né tantomeno a Berlusconi, dal quale non abbiamo mai ricevuto un euro, non dobbiamo temere inchieste per accuse di corruzione, e i sondaggi -tutti i sondaggi- danno Storace in testa, sopra a Marchini e Bertolaso, non c'è una sola ragione per tirarci indietro.

Anzi, a registrare le centinaia di disponibilità di candidature sia nei municipi che al Comune, crediamo di poter puntare addirittura ad un risultato clamoroso.

Le primarie vere le faremo con il voto del primo turno, e solo dopo grazie al popolo e non alle manovre di palazzo, vedremo chi giocherà la partita finale, quella del ballottaggio.

Silvio potrà ancora minacciare un paio di persone per imporre i suoi voleri, ma difficilmente potrà farlo con un paio di milioni di cittadini romani liberi.

La Casa del Padre

Domenica a Roma manifestazione del

Popolo sovrano contro i vertici di Palazzo.

La destra abbia il coraggio di riunirsi

LA CASA DEL PADRE

Storace lancia la proposta per la capitale, tra sondaggi significativi e nuove adesioni

In molti forse stanno sottovalutando ciò che accade a destra.

Un fermento – seppur ignorato da giornali e televisioni che preferiscono continuare a "pompare" personaggi alla Renzi, costruiti cioè in laboratorio – che invece trova sempre più linfa, giorno dopo giorno.

Ieri ad esempio è stato annunciato il ritorno del MSI-DN – del quale ovviamente non potrebbe far parte Fini – e in tanti si chiedono il perché di tanto movimento.

Certo, noi siamo stati i primi, con La Destra di Storace, a prendere le distanze da quel vecchio modo di fare politica, ed è per questo che ci hanno sbattuto fuori dal Parlamento, negandoci di stare in coalizione, nel 2008, trattati in modo assai diverso da altri che all'epoca seguirono Fini nel PDL.

Ma questo non deve essere il tempo del rancore o della vendetta, commetteremmo un errore madornale che i nostri figli non ci perdonerebbero.

È invece il tempo, questo, di ricostruire la casa del Padre, quella cioè inclusiva, senza gelosie e soprattutto senza paura.

"Ma esiste già Fratelli d'Italia…", potrebbe osservare il suo giovane ed ingenuo simpatizzante; certo, rispondiamo noi, aggiungendo che non avremmo aspettato altro che trovare un contenitore ampio che desse cittadinanza a quel vasto mondo di destra disperso in mille rivoli.

E invece no, nonostante il piglio deciso della sua leader che comunque piace, almeno in TV, quel partito – che sembra far prevalere il potere alla rappresentanza, abiurando addirittura le primarie – allontana chiunque sia interessato ad ampliare quella casa.

Sembra quasi che ci si accontenti di guidare un piccolo partito anziché mettere in campo la grande destra.

Ed è sostanzialmente questo il motivo per cui nascono tante iniziative; e dopo la nascita di Azione Nazionale – composta per gran parte da dirigenti di Fratelli d'Italia delusi – e quella del MSI-DN, assume un'importanza ancor più rilevante la nostra manifestazione di domenica prossima ove, nel nome del popolo sovrano, ufficializzeremo la proposta per Roma.

Non è un caso, infatti, che abbiano dato la loro adesione alla manifestazione numerose associazioni territoriali, i consiglieri regionali di Forza Italia, di NCD, di Cuoritaliani che fanno riferimento ad Andrea Augello, Ciocchetti per i fittiani, insomma quel vasto mondo che non si riconosce nei vertici ristretti di palazzo, che continuano a riproporre formule vecchie di vent'anni pensando, in modo furbesco, che il popolo non si accorga che quell'epoca è ormai finita.

Si registrano, ancora, numerose richieste di apertura di circoli de La Destra in giro per l'Italia, e l'adesione di molti esponenti provenienti da altri partiti (ieri quella del consigliere del XII Municipio di Roma, proveniente da Forza Italia, Antonio Aumenta, radicatissimo nel territorio di Roma Ovest).

Ha destato infine clamore il sondaggio diffuso giovedì scorso da La7 a "Piazza Pulita" circa le intenzioni di voto sui candidati sindaco a Roma.

Qualsiasi altro esponente che guidasse la coalizione di centrodestra non arriverebbe neppure al ballottaggio mentre gli unici che possono farcela sarebbero Giorgia Meloni e Francesco Storace, incredibilmente appaiati con il 29% dei consensi al primo turno.

Cosa si aspetta dunque a convocare queste belle, entusiasmanti, coinvolgenti e appassionanti primarie? Di cosa si ha paura? E perché si continua ad impallinare ogni cinque minuti qualsiasi candidatura senza avere il coraggio di farne una o scendere in campo direttamente?

Per questo e tanto altro ancora assume una valenza straordinaria la manifestazione di domenica. Per ricostruire, dopo il terremoto, la casa del Padre.

Vi aspettiamo numerosi.

 

roberto buonasorte

Solex

Renzi mostra il volto duro in patria e si

mostra agnellino ossequioso davanti a

francesi e tedeschi

SOLEX

Dopo Banca Etruria, la sceneggiata sulle adozioni gay e la vicenda dei Rolex sottratti in Arabia, hanno toccato il fondo. Ridicoli

Di fronte all'ultimo attacco terroristico della notte scorsa, arrivato fino all'Africa Nera, dobbiamo renderci conto che ormai non c'è più pace in nessuna parte del mondo.

Attaccano nei luoghi più impensabili, i metodi per diffondere il terrore, come accaduto con le molestie alle donne di mezza Europa, servono a creare quella guerra, anche psicologica oltre che con le armi, per destabilizzare, far crollare i mercati, provocare danni finanziari, e rabbia per le tante vite umane spezzate.

È guerra dunque.

Ormai tutti i paesi occidentali se ne stanno rendendo conto, tranne che il nostro, sembra.

Si dice che l'Europa ci snobba, Renzi mostra un volto duro e irremovibile quando si trova di fronte alla stampa nostrana, sempre pronta-tranne rarissime eccezioni-ad ossequiare, far da megafono, strillare ai quattro venti il verbo renziano.

Ma oltre confine poi, il bullo fiorentino, si trasforma in un agnellino docile, pronto sempre a belare il sì remissivo di fronte ai diktat franco tedeschi, pur di non finire arrosto.

D'altro canto non potrebbe essere diversamente.

Immaginate voi, carissimi lettori, quale può essere la considerazione che i partner europei possono avere nei confronti del nostro governo, proviamo a metterci dalla loro parte e osserviamo il dibattito italiano.

Accendi la TV e vedi come si accapigliano, i compagni, nella discussione sulle adozioni gay.

Il mondo è sotto attacco e la delegazione del Governo italiano viene sputtanata per essersi accalcata-un po' come capita con il banchetto di compleanno dei bambini dove il più prepotente spintona gli altri per fregarsi il dolce-per accaparrarsi i Rolex messi a disposizione durante il viaggio in Arabia.

Non sappiamo poi se le ultime rivelazioni del faccendiere sardo Flavio Carboni-colui che da quasi quarant'anni custodisce i grandi segreti dell'Italia della prima e seconda Repubblica- circa i suoi rapporti con i padri di Renzi e della Boschi abbiano o meno riscontro.

Sappiamo con certezza però, che grazie ad operazioni spericolate di Banca Etruria, tantissimi risparmiatori sono finiti sull'orlo del precipizio è uno si è addirittura suicidato.

Sono notizie queste, che a differenza dell'informazione made in Italy, hanno fatto il giro del mondo con grande clamore, ecco perché parliamo di inadeguatezza, arroganza, irresponsabilità, di Matteo Renzi e tutta la sua corte.

Di fronte a questo il centrodestra avrebbe una grande occasione davanti.

Potrebbe ad esempio scendere in piazza con un grande corteo popolare, potrebbe-come chiedeva fino a qualche mese fa Giorgia Meloni-celebrare elezioni primarie per far scegliere ai cittadini i candidati sindaco, iniziando da Roma, potrebbe, finalmente, annunciare la fine degli inutili vertici ad Arcore e Palazzo Grazioli comprendendo che il mondo è cambiato e non è più quello di vent'anni fa.

E invece no, non si approfitta delle difficoltà della sinistra, non si dà la spallata definitiva al governo abusivo di Renzi, si continua a pendere dalle labbra di Sivio Berlusconi e subirne i capricci.

Si ha davanti un'occasione storica e invece si fanno prevalere veti e ripicche da bambini viziati e cresciuti forse troppo in fretta.

Non rendendosi conto che il popolo li spazzerà via tutti se non si ha più umiltà; vale per Renzi e vale per i leader del centrodestra, altrimenti non rimane che Grillo, con tutto ciò che ne conseguirebbe in termini di follia politica, incapacità amministrativa, e declino definitivo.

roberto buonasorte